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L’indennizzo diretto non cancella le Frodi

L'introduzione dell'indennizzo diretto non ha evitato le frodi

Passati tre anni dalla sua introduzione, possiamo permetterci di fare un bilancio sul codice delle assicurazioni e sull’indennizzo diretto da esse introdotto.

Ciò che ci si proponeva era l’implementazione di nuove logiche liquidative, l’allargamento del confronto concorrenziale, il ricorso a soluzioni contrattuali innovative ed incentivanti, la prevenzione delle frodi… insomma, tutti obiettivi molto ambiziosi non sempre raggiunti.

I premi assicurativi, invece, non sono diminuiti ma, anzi, per gran parte degli assicurati hanno ripreso a crescere in modo abbastanza marcato nel corso degli anni a prova di un aumento sul fronte delle frodi e degli oneri per il risarcimento danni.

Questa crisi può essere riconducibile al fatto che le metodologie liquidative non sono mutate rispetto al passato né tantomeno sono cambiate le prassi negoziabili.

In tema di risarcimento, permane un ingiustificata incertezza nei parametri risarcitori di cui i giudici fanno uso. In tema di frodi, il non sembra aver dissipato precedenti dubbi o incertezze.

Le procedure di accertamento delle responsabilità, infatti, scontano le difficoltà di istituire per tempo le pratiche necessarie  alla liquidazione. Questa situazione, porta spesso a rimborsi “forfait” scollegati dall’effettiva situazione di responsabilità.

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